Tempeh e zucca dorati

2012 febbraio 15

Il tempeh è un alimento fermentato ricavato dai fagioli di soia gialla,consumato prevalentemente in Indonesia e nel sud-est asiatico. Nella fermentazione si producono le vitamine del gruppo B, in particolare la B12, per questo dovrebbe essere un alimento presente almeno nella dieta dei vegani. Si presenta in vendita come un panetto compatto.

Ricetta per 4 persone: 1 panetto di tempeh fresco, 250 gr, di zucca fresca, 1 rametto di rosmarino, qualche        foglia di salvia, 2 cucchiai di olio di sesamo, 2 cucchiai di tamari, 20 gr. Di zenzero fresco.

Preparazione:  Tagliare il tempeh e la zucca, ungete con l’olio una padella e dorate a fiamma media le fettine da entrambe i laticon il rosmarino e la salvia.  A parte preparate un condimento con parti uguali di acqua e tamari e lo zenzerograttuggiato e versatelo su zucca e tempeh. Proseguite la cottura finchè tutto il liquido sia tutto evaporato. Servite ben caldo.

Polpette di tofu e verdure

2012 febbraio 13

Ecco una ricetta veloce per iniziare ad apprezzare le qualità organolettiche del tofu. La ricetta è per 4 persone

ingredienti: 300 g di tofu, 500g di spinaci, 1 cipolla, 2 carote, 2 spicchi d’aglio, 2 cucchiai di salsa di soia, olio extravergie d’oliva, pangrattato, sale e pepe

preparazione: Fate lessare gli spinaci in poca acqua bollentesalata e poi tritateli. tritate le carote, l’aglio e la cipolla e fateli dorare nell’olio, unite il tofu precedentemente sbriciolato con una forchetta e fatelo saltare per 3-4 minuti. Condite con lo shoyu e pepe. Unite gli spinaci e fateli insaporire e lasciate intiepidire. Formate delle polpettine , pressatele bene , rotolatele nel pangrattato e disponetele sulla teglia da forno. Infornate nel forno già caldo a 180 gradi per 15-20 minuti.

ricetta tratta dal libro “La cucina etica” casa editrice Sonda

Adesso pasta!

2012 febbraio 8

Un piatto di pasta su quattro mangiati nel mondo è fatto con pasta italiana. In Europa tre su quattro. Ma come deve essere fatta la pasta? Con semola di grano duro e acqua. Così dice la legge italiana, fatta eccezione per alcune paste fresche o per le paste prodotte all’estero e vendute in Italia. E quali sono le differenze tra pasta industriale e pasta artigianale?  E la pasta biologica, com’è fatta e chi la produce?
Per saperne di più, trovare informazioni accurate e anche indirizzi utili, basta leggere  Adesso pasta! Di Chiara Spataro (Altreconomia). Una vera e propria mini guida dove scoprire tante storie di farina, acqua e produttori dal Nord al Sud. Come la Pasta equa di Libera Terra o i pastifici storici come Gragnano e Felicetti. Ma anche saperne di più su grano saraceno, kamut e altri cereali.
Perché va bene mangiare pasta, ma va meglio se ne leggamo l’etichetta e siamo consapevoli di cosa mettiamo in tavola.

Camminare nel labirinto

2012 febbraio 3

“Il labirinto è un antico schema geometrico basato su spirali e cerchi utilizzato da sempre in molte culture in tutto il mondo. E’ un cammino di preghiera, è una meditazione in movimento, una fonte di guarigione, un contenitore per il cambiamento, una sorgente per o spirito, uno specchio per l’anima”. Così scrive Lucia Giovannini nella prefazione a Labirinto sentiero sacro di Lauren Artress (Edizioni MyLife).
Lauren Artress, psicoterapeuta e fondatrice di Veriditas, associazione che diffonde i labirinti nel mondo. Lucia Giovannini, è unica insegnante certificata Veriditas in Italia e coordinatrice ufficiale in Europa.
Nel medioevo i labirinti hanno cominciato a comparire sui pavimenti di molte cattedrali. In particolare quello di Chartres è avvolto nel mistero. Andare verso il centro del labirinto significa andare verso Cristo o verso Dio o il santo grembo della Madonna.
“Camminare nel labirinto richiede un continuo riorientamento del corpo che calma la mente, aiuta a trovare il proprio centro, a ridurre lo stress” spiega Lucia Giovannini. “Diversi studi clinici hanno dimostrato i benefici di questa pratica. Negli Stati Uniti sono stati realizzati più di tremila labirinti in aziende, scuole, parchi, università, chiese, centri di benessere”.
Nel libro Lauren Artress racconta il suo incontro con la “magia” del  labirinto, dei labirinti antichi e di come anche oggi sia efficace percorrerlo. Ognuno si può perdere e ritrovare, ognuno facendolo scoprirà la sua strada.
Il labirinto, in fondo, è una metafora del viaggio spirituale come potente mezzo di trasformazione.

Saper scegliere ciò che mangiamo

2012 gennaio 29

Sapete scegliere cosa mangiare? Sapete come destreggiarvi tra le mille offerte che occhieggiano dagli scaffali dei supermercati? I cibi che aiutano la salute sono verdura, frutta, cereali integrali, legumi, pesce, semi oleosi. Per stare in salute è importante sia sapere perché consumarli e soprattutto quando mangiarli, in quali quantità e come abbinarli. Un valido aiuto nel destreggiarsi negli acquisti lo fornisce  Scegli ciò che mangi (Sperling & Kupfer), il secondo libro della biologa e specialista in scienze dell’alimentazione Anna Villarini. Dopo aver scritto Prevenire i tumori mangiando con gusto (pubblicato insieme a Giovanni Allegro per Sperling & Kupfer, oltre 40 mila copie vendute), l’autrice ha infatti messo a punto una vera e propria guida dove  racconta cosa ci spinge a nutrirci, quale legame c’è tra cibo ed emozioni, come possiamo cambiare le nostre strategie alimentari.

Ecco alcuni consigli tratti dal capitolo “Facciamo la spesa insieme”:

1. Mai andare a fare la spesa quando abbiamo fame
2. Cerchiamo di essere sempre consapevoli di quel che acquistiamo
3. Facciamo la spesa con la lista in mano
4. Mai abbassare la guardia: il marketing ci aspetta ancora alle casse con caramelle, gomme e cioccolatini per incoraggiare gli acquisti impulsivi
5. Attenzione alle offerte “3×2”
6. Evitare di farsi adescare dai “prodotti civetta”
7. Leggere i prezzi fino in fondo
8. Non farsi attirare da premi, raccolte punti o gadget in regalo
9.Non acquistare più del necessario
10. Non fidarsi dei testimoni famosi: sono pagati per pubblicizzare il prodotto e spesso ciò che propongono non corrisponde a benefici reali

A completare l’opera decine di ricette gustose e sane del “nostro” chef Giovanni Allegro. Perché, dopo aver capito cosa mettere nel carrello, ci si deve occupare della preparazione del pasto.

Corso “La mappa della visione”

2012 gennaio 24

“Siete soddisfatti della vostra vita? Potreste fare di meglio, ma vi limitate a lamentarvi? Incolpate eventi, circostanze, altre persone di impedirgli di fare e di essere quello che volete veramente?
Bene, sappiate che non siete condannati a vivere così per sempre: potete cambiare!” Lucia Giovannini, mia insegnate e autrice del dvd “Tutta un’altra vita con la Mappa della visione” (Mylife edizioni) lo scrive e lo afferma da anni. E proprio negli anni ha incontrato e conosciuto centinaia di persone che sono riuscite a dare una svolta alla propria vita. Piccola o grande. A seconda di quello che cercavano.
Il primo passo è prendere coscienza che possiamo scegliere di vivere la nostra vita in modo che ci piaccia. Il secondo passo è capire che possiamo muoverci nella direzione che vogliamo. L’importante è chiarire cosa vogliamo veramente. Tracciare la nostra Mappa della visione è quindi fondamentale.
Per questo, domenica 29 gennaio, presso la sede dell’Associazione Colle Santandrea, si terrà un corso per imparare a individuare i nostri Obiettivi per quest’anno e soprattutto, fare ciò che è necessario per raggiungerli. Basta agire avendo ben presente la “nostra area di potere” e “l’area di potere degli altri”.
Inutile sprecare energie con ciò che è fuori dal nostro controllo,con ciò che è indipendente dalla nostra volontà.
Possiamo invece concentrare la nostra attenzione dove possiamo esercitare la nostra influenza.
Così, passo dopo passo, più o meno velocemente, piùo meno facilmente, centreremo i traguardi che ci stanno a cuore.

Strong Food secondo Martin Halsey

2012 gennaio 20

“Strong food” lo chiama Martin Halsey, fondatore de La Sana gola, che da anni si occupa di far corsi di cucina sana e curativa. E il cibo che fortifica ci aiuta a rimanere in salute. Soprattutto nei mesi invermnali. Ecco cosa spiega Martin: “Il mese di gennaio è il momento più yin dell’anno, il momento più freddo, spesso più umido e abbiamo alle spalle altri mesi di freddo e umido che ci hanno già un po’ affaticati. In questi mese abbiamo bisogno di cibo che ci riscaldi e che porti energia nel profondo del corpo, energia che rafforzi i reni (gli organi più a rischio nel freddo) che asciughi eccessi di liquidi (muco e debolezze nel sistema respiratorio sono spesso causati da una condizione fredda e umida nel corpo) e che crei sangue forte (i globuli rossi sono le cellule più piccole – yang – del corpo e la loro creazione richiede grande energia). Il sistema immunitario può essere inteso come le nostre riserve e la forza vitale accumulata e va rafforzato continuamente e ancora di più in questo periodo”.
Ma cosa si intende per Strong Food? Così continua Martin: ” Gli alimenti più forti nella dieta umana, quelli proprio Strong, sono i cereali integrali in chicco che  sono al contempo: semi (l’inizio della vita della pianta e dove la scintilla di vita risiede); frutta (prodotto finale della pianta dove si concentra l’energia matura della pianta).
50 o 60% della dieta dovrebbe essere composto da cereali  maggiormente in chicco. Questi  cereali dovrebbero essere anche cotti nel modo giusto, non al dente, cereali al dente hanno meno forza vitale e piacciano a chi ha una dieta pesante e ottiene la forza vitale da alimenti di origine animale.
Le verdure dovrebbero essere circa un terzo della dieta e, fermo restando il principio sacrosanto di variare molto con le verdure, l’utilizzo di radici e verdure che necessitano di cotture lunghe (zucca, verza ecc..) aiuta in questa stagione, così come le verdure estive come insalate e pomodori non aiutano.
Gli stili di cottura sono tra i fattori più importanti per creare armonia con la stagione e le esigenze personali. Conferiscono energia agli ingredienti in meglio o in peggio (micro-onde in particolare). Per rafforzare l’organismo ci vogliano cotture lunghe, cotture intense (forno o frittura) e doppie cotture (riso cotto utilizzato per fare riso saltato o crocette di miglio).
Strong condiments (condimenti forti) come miso e shoyu (fermentati con sale per 18 mesi) gomasio (sale e sesamo tostato), sale marino di buona qualità (suggeriamo sale dal mediterraneo) insieme a olio di altissima qualità e altri aromi e condimenti tradizionali.
“Come” si mangia è importante quasi come quello che si mangia. Ci vuole ordine nei pasti: mangiare in momenti prestabiliti, seduti e masticando”.
Insomma, chi seguirà questi consigli arriverà in gran forma in primavera!

Cambiamo il concetto di malattia

2012 gennaio 15

E se la malattia fosse non una malattia, ma piuttosto un tentativo dell’organismo per riparare i traumi che gli facciamo subire? La domanda, posta da Claudia Rainville, canadese, fondatrice della Metamedicina, all’inizio  di “Il segreto per guarire” (Sperling & Kupfer) fa riflettere. E in effetti, pensandoci bene e soprattutto leggendo quello che scrive l’autrice, viene naturale concordare con lei:“Finchè abbiamo il controllo di ciò che crea stress o emozioni, va tutto bene. I problemi insorgono quando lo perdiamo: ecco allora che subentrano alterazioni in grado di influire sulla nostra salute e sul nostro benessere”.

Per star bene e autoguarirsi occorre conoscere prima di tutto il funzionamento del nostro corpo e dei nostri sistemi di difesa, il legame tra corpo e cervello emozionale e avere il coraggio di cercare le vere cause della “malattia” senza focalizzarsi sui “sintomi”. Claudia Rainville ha una formazione in microbiologia medica e il suo testo è accurato e “scientifico”. Racconta le sue esperienze personali e le storie di suoi pazienti. Spiega di guarigioni di primo acchito “miracolose” frutto di consapevolezza e conoscenza di sé. L’energia della guarigione è in tutti noi; la sofferenza fa parte della vita e dobbiamo accettarla senza combatterla, evitando però di rimanere passivi. Questi i messaggi, forti e chiari, che Claudia Rainville lancia. Il libro si legge d’un fiato. E anche se i condizionamenti della medicina tradizionale che propone una “pillola” per ogni male sono pesanti, i dubbi al riguardo sorgono spontanei. Poi, naturalmente, ognuno deve fare la sua strada.

Sports around the world

2012 gennaio 10

“Mettiamo a disposizione quello che sappiamo fare in Paesi dove ci sono bambini con differenti necessità e differenti problemi. L’idea di portare lo sport in Africa ha molte valenze. Intanto perché di solito manca la “materia prima” ovvero le strutture. E quindi la prima mossa è stata portare materiale: canestri, palloni, ma anche scarpe da basket, magari usate per mezza stagione da ragazzi di qui, i cui piedi sono cresciuti rapidamente…” Così racconta Stefano Bizzosi, ex giocatore di basket e ora coach, fondatore nel 2005 l’associazione Orizzonti sportivi e, di recente di Sports around the world, anch’essa senza fini di lucro, che si occupa di far giocare e fare sport ai ragazzini di alcuni Paesi africani.
Noi di Colle Santandrea abbiamo conosciuto Sports around the world attraverso Giovanni Albanesi, allenatore delle giovanili della Sutor basket dove gioca Matteo alla Sutor basket. Giovanni ci ha raccontato il progetto e di come lui e Stefano siano andati e vadano in Africa, spendendo di tasca propria, per portare i materiali raccolti e la loro esperienza per far giocare i ragazzi. L’iniziativa ci è piaciuta molto e per questo abbiamo deciso di sostenerla, come vi abbiamo fatto sapere, devolvendo i 250 euro con le quote di iscrizione per pagare lo stipendio di un allenatore locale (formato da Stefani e Giovanni) sul posto.
“I bambini e i ragazzini nei paesi africani non giocano, non socializzano, li abbiamo visti stare seduti per ore sotto un albero per ripararsi dal sole, senza fare niente. Ecco perché portare qui un pallone e un canestro offre loro l’opportunità di giocare, di stare insieme, di prendere consapevolezza di sé, dei propri mezzi e crea anche un atteggiamento positivo verso il futuro” dice Giovanni Albanesi. “Del come impegnarsi per “conquistarsi qualcosa” senza vivere nell’attesa di soli aiuti esterni….”.
In Camerun e in Sudan così sono già sorte strutture e avviate iniziative, in Swaziland (in Sudafrica), in collaborazione con l’onlus Il Mais, si stanno formando allenatori. In Rwanda verrà realizzato un centro sportivo. Fatti, non parole.

Cuci e ricuci et voilà il capo è pronto!

2012 gennaio 5

Aghi di diverse dimensioni, a mano; agli di diverse dimensioni, per macchina; forbici da tagliao; tagliafilo, gessetto, ditale; infila aghi; rocchetti di filo cotone di varicolori, metro da sarto (morbido); forbicine, tagliaocchiello; spille da balia; spilli, puntaspilli, uovo di legno. Il kit per taglio e cucito è semplice e poco costoso. Poi bisogna acquistare la macchina da cucire. Poi bisogna imparare a tagliare, cucire e creare capi.
Una volta era la mamma o la nonna a insegnare a rammendare un abito, accorciare uin pantalone, attaccare un bottone. Oggi né l’una né l’altra lo fanno anche perché, spesso, non saprebbero insegnarlo. In tempi di crisi però fare da soli oltre che creativo può fare anche risparmiare. Dunque, se la cosa vi incuriosice e vi interessa, perchè non cominciare?
Utili indicazioni vengono da Sarto subito! (Alterconomia) di Valentina Simeoni, Alberto Saccavini e Nadia Gozzini. Vi sono consigli per fare compere; indirizzi di negozi che trattano stoffe o vecchi abiti da barattare e rimodernare e persino esempi pratici, con tanto di disegni da replicare,  per dar vita a pantaloni, abiti, borse. Sempre consigliabile frequentare un corso e, per non sentirsi soli,entrare a far parte di una community di appassionati. Openwear, ad esempio, è una piattaforma collaborativa per la creazione di abiti ed è allo stesso tempo una comunità on line dove poter condividere idee e conoscenze. Un luogo dove artigiani, produttori e piccole aziende possono fare rete per creare micro-comunità sostenibili. le opportrunità, insomma, esistono.