Ferrara ueber alles

2010 agosto 29

Il primo a farsi vedere in giro è sempre stato Roberto. Tutte le mattine aveva un suo rituale ben preciso: doccia, nuotata in piscina, relax sulla sdraio a bordo vasca. Dopo di che compariva Marina per la passeggiatina con la piccola Cloe (Boston terrier di 6 mesi)  e qualche lancio di palla per farla sfogare. Vederla correre veloce con quelle zampette miniscole era ogni volta uno spettacolo.
A seguire si mostravano Marino (marito di Marina) e Loredana, moglie di Roberto. Una bella colazione e poi, a volte, una camminata fino al mare. Cinque chilometri in discesa, scollinando dolcemente. Meta: l’inzio del percorso pedonale e ciclabile da Cupra Marittima a  Grottammare dove il trio (Roberto, Lory e Marina) si incontrava con Marino, sceso in auto con Cloe, per godersi insieme il mare. A casa restavano le due mice: Pierina e Nerina. Così come Aleksej dicui era difficile avere una “visione” prima delle 11. Il ragazzo, a parte due o tre volte, è sempre rimasto al Colle a rilassarsi, a tuffarsi in piscina, ad ascoltare musica. Fino alle 14 circa quando genitori e amici rientravano e poteva rifocillarsi. Nel pomeriggio Aleksej invece tornava in attività per allenarsi con Matteo, e a volte Antonio (persino Sabino un giorno) sotto la guida di Roby: corsa, piegamenti, saltelli, e tanti esercizi con uno o due palloni da basket in vista della partitella o delle sfide ai tiri liberi o a fulmine. Dulcis in fundo: bagno ristoratore in piscina.
La sera cena a casa o scorribande culinarie nei dintorni. Sabato 21 agosto cena di compleanno per Marino che ha voluto festeggiare i suoi 56 anni facendo assaggiare agli amici (compresi due altri ferraresi in vacanzza) la cucina di Roby. Insomma, i 15 giorni sono passati velocemente e l’ora del rientro a Ferrara è arrivata. Per la cronaca: si sono portati via il sole! da ieri infatti, il cielo si è riepito di nuvole: tornate presto!


Lo zucchero bianco fa male

2010 agosto 22

Quanto zucchero bianco mangiate ogni giorno? Molto più di quello che pensate. Aparte i cucchini di zucchero che mettete nel latte la mattina o nel caffé o nel tè, c’è tutto l’altro zucchero. Quello che introduciamo nell’organismo senza rendercene conto. E’ stato calcolato che circas il 70% di zucchero lo assumiamo infatti in forma indiretta: mentre ci laviamo i denti per esempio dato che molti dentifrici contengono zucchero; quando beviamo una bibita; quando mangiamo la pasta al sugo (molte paste e molti sughi conservati sono ricchi di zuccìhero); e così via. Lo zucchero raffinato, come ha affermato più volte il professor Franco Berrino, direttore del Dipartimento di epidemiologia dell’Istituto tumori di Milano e come hanno verificato numerosi studi scientifici, è un veleno. Un alimento privo di sostanze nutritive proprio per i processi chimici cui è sottoposto e che, consumato tutti i giorni, alla lunga provoca numerosi danni: sottrae calcio, ferro e cromo al nostro organismo; provoca carie, obesità, alterazioni di umore. E agisce come una vera e propria droga. L’unica soluzione èrendercene conto e cambiare stile alimentare. Le alternative ci sono. Guardate questo video (che contiene anche alcuni spezzoni di una bellissima commedia francese di Coline Serreau, La crisi) e agite di conseguenza.

Sorridi alla vita

2010 agosto 18

Le ragazze e lo Sciamano

2010 agosto 15

Quattro donne. Made in Udine. Simpatiche, gioiose e giocose. A cominciare da quella più pelosa: Mahui, un labrador femmina nero di tre anni e 8 messi (uno in più della nostra Beryl). Per continuare con la sua padrona, Loredana detta Lory, dal sorriso sempre pronto e proseguire con Moira, sua compagna alla Scuola d’arte e quindi amica vera da circa vent’anni e la sua splendida bimba Mayla (nome insolito vero? La mamma voleva chiamarla Maya, il papà Anja e… è uscito Mayla). Mayla ha sette anni, un visetto carino incorniciato da treccine alla giamaicana, un sorriso con qualche dentino mancante, la parlantina sciolta e un grande amore per gli animali. A casa ha due cani (un meticcio e un carlino), due gatti oltre ad altri ospiti momentanei (uccellini, rane, etc.). Mayla si è subito affezionata a Beryl e, prima della partenza, ci ha chiesto se poteva portarsela con sé… Mamma Moira l’ha guardata  “strana” e ha scosso la testa.
Qui al Colle  si sono divise tra la piscina, il mare, i parenti (di Lory). Una sera sono venute con noi a San Benedetto alla presentazione de “Il maestro e lo sciamano” di Leonardo Vittorio Arena, nostro socio nonché professore di Storia della filosofia contemporanea e Storia delle filosofia orientale all’università di Urbino nonchè autore di una sessantina di libri su Oriente e Occidente. Entrambe hanno apprezzato e ascoltato con grande interesse le mie domande e soprattutto le risposte di Leonardo sull’opera, sullafigura del “maestro” e su quella dello “sciamano”, su come nasce un’intuizione…Insomma, belle pagine da leggere davvero.
Moira, da parte sua, mi ha consigliato di leggere “Cabaret mistico”  di Alejandro Jodorowsky. Pare sia unico, poetico, incredibile. Mi ha incuriosita e l’ho cercato su internet. Poi il mio grande amico, esperto di Yoga della Risata, Alberto Terzi, interpellato in proposito mi ha confermato la grandezza del suo autore. Ragion per cui… lo leggerò presto. Grazie care ragazze, salutateci Udine!

Un simpatico ospite

2010 agosto 11

Questa mattina abbiamo avuto una sorpresa: un altro ospite nel nostro B&B. Non ci aveva telefonato, non aveva prenotato, ma si è semplicemente presentato qui al Colle. A dire il vero l’ha fatto in un modo tutto suo.

E’ arrivato di notte e, vista la calura e la sete derivamnte dal viaggio, ha deciso di tuffarsi subito in piscina. Ragion per cui lo abbiamo visto nuotare alla grande. Lo stile? Alla riccio naturalmente. Com’è? Tipo cagnolino. Nuota che ti nuota ci sembrava un po’ in affanno e così abbiamo deciso di aiutarlo ad uscire dalla vasca. Con il retino naturalmente.

Lo abbiamo fatto sgocciolare e abbiamo così avuto modo di osservarlo da vicino. Il corpo era tozzo , a forma di pera; il musetto allungato e appuntito. Collo corto, “didietro” arrotondato. Le zampette con i piedi alungati con 5 dita e unghie appuntite. Insomma, un bell’animaletto di circa 20 centimetri per un mezzo chilo di peso. Un mammifero come noi umani! Crediamo che il nostro simpatico ospite abbia abbia apprezzato il nostro salvataggio comunque. Dopo qualche momento di smarrimento e un’occhiatina curiosa si è deciso a uscire e a zampettare sotto la palma.
Uno sguardo nostalgico all’azzurra massa d’acqua e poi via nel verde. Ciao, piccolo riccio!

Da Castenaso con gran curiosità

2010 agosto 9

Andrea, Patty e Beatrice. Vivono a Castenaso, da qualche anno perché trovavano Bologna invivibile. In campagna stanno bene. Soprattutto Beatrice,14 anni, che ama gli animali e spera le regalino un cagnolino dato che un cavallo (il suo animale preferito) è più impegnativo da tenere. Qui al Colle ha avuto modo di relazionarsi con la nostra Beryl e l’esperimento è andato benissimo. Anche Patty ( dice di non essere fotogenica, ma a noi non sembra proprio…) che non ha un feeling immediato con i quattro zampe, ne è rimasta conquistata. “Un cane così lo prenderei subito” ci ha detto al momento dei saluti. Anche Andrea si è detto d’accordo. Cane a parte tutti e tre sono rimasti piacevolmente sorpresi dalla bellezza dei paesaggi del Piceno, dalla gentilezza degli abitanti e dall’ottimo rapporto qualità prezzo di prodotti e servizi. Una valutazione fatta anche frequentando, di sera in sera, i ristoranti della zona senza rimanere mai delusi…
La famiglia Varotti inoltre ha molto apprezzato anche le spiaggia e il mare che è stato spesso limpidissimo nonostante la sabbia e soprattutto ha permesso a Beatrice che non è una grande nuotatrice di starvi a mollo senza timore. Dulcis in fundo, la visita a una famiglia di conoscenti di Castel di Lama e la promessa di tornare presto per visitare Ascoli. La settimana è così volata in fretta. Tutti e tre hanno cambiato colorito. In particolare ci ha fatto piacere vedere come Patty è riuscita, in pochi giorni, a rilassarsi e a recuperare energie. Terra magica il Piceno!

La “ricetta” di Hans Rosling

2010 agosto 6

Nel 2050 saremo 9 miliardi sulla terra. Soltanto se aiuteremo i Paesi poveri a migliorare il loro standard di vita bloccheremo questa crescita spaventosa e staremo tutti meglio. Se e solo se favorirenmo lo svuìiluppo “Verde” e quindi la cosiddetta Green Economy. Lo sostiene Hans Rosling, svedese, professore di “Salute globale” al Karolinska Institute. Cosa è accaduto fino ad oggi, cosa sta accadendo e cosa accadrà lo ha spiegatro benissimo durante la Ted’s Conference 2010 tenutasi qualche settimana fa a Oxford, in Inghilterra. Un discorso illuminante, un video da vedere e consigliare. Eccolo:

Alice e il “T Touch”

2010 agosto 5

Due ragazze forti e determinate: Alice e Titilla (la seconda a quattro zampe). Una coppia inseparabile arrivata da Barlassina, vicino a Meda, a pochi chilometri da Milano, che si è fermata da noi per tre intensi giorni. Alice, giovane iperattiva sulla via del cambiamento (di lavoro e di vita); Titilla, otto anni e mezzo, passo leggero, vocina squillante e persistente. Infatti, un po’ per paura un po’ per diffidenza, un po’ per far sapere della sua presenza, la cagnetta non ha mai perso occasione per abbaiare. Il tutto nonostante le parole e le indicazioni di Alice. E nonostante le lezioni secondo il metodo T Touch messo a punto dall’americana Linda Tellington-Jones: una vera rivelazione per noi.
Questa simpatica donna ha infatti scoperto che, con speciali massaggi, gli animali si tranquillizzano, vincono fobie e anche guariscono! Partendo dai cavalli e continuando in particolare con i cani, la signora Tellington-Jones ha infatti codificato una serie di trattamenti per educare gli animali e anche alleviare loro sofferenze in caso di malattia, ansia, problematiche di comportamento. Da diversi anni tiene corsi ( soprattutto negli Stati Uniti, ma anche in Europa) sia per insegnare ai padroni degli animali come comportarsi per migliorare la convivenza con i loro beniamini sia per formare insegnanti di T Touch. Sfogliando Il T Touch per il cane (Haquihana editoriale), il libro che Alice aveva con sé abbiamo così appreso i principi base della tecnica che subito abbiamo provato con Beryl. La nostra “ragazzina”, come al solito, si è dimostrata disponibile e si è sottoposta volentieri ai nostri “tocchi”.
Qualche minuto di manipolazioni oggi, qualche minuto il giorno successivo…insomma stiamo continuando con costanza. E siamo convinti che questi massaggini circolari le stiano giovando, dato che in questo periodo è un po’ debilitata, e che aiutino la sua guarigione. Grazie Alice dunque per essere venuta qui al Colle e averci fatto scoprire il T Touch!

RespirArte

2010 agosto 3

Respirarte ovvero l’arte di respirare e anche respirare è un’arte, ma anche respirare è arte. Insomma, ci sono vari modi di interpretare il nome che Maria Angela Pespani e le sue allieve hanno dato al loro gruppo. Un gruppo che è un’associazione culturale e nasce da appassionate dello yoga per poi dilatarsi verso altri interessi e verso altre esperienze del corpo e della mente. Ieri una decina di loro (Carla, Alessandra De Vecchis, Daniela, Danaide, Giuseppina Caporossi, Francesca, Maria Letizia, Guenter, Giuseppina Passamonti, Alessandra De Angelis, Giancarla) alcune di loro sono venute a trovarci e hanno passato il pomeriggio e la serata da noi qui al Colle. Ha organizzato tutto Maria Angela che era stata qui qualche tempo fa con le ragazze di Pentesilea. Obiettivo: lavorare con il corpo e con l’acqua.
Acqua da bere, acqua come fonte di vita, acqua come massaggio, acqua come strumento di pulizia. Soprattutto quest’ultima ha interessato e sorpreso le fanciulle e il fanciullo (Guenter) iscritti al seminario. Roberto, praticante di yoga con esperienza decennale, ha mostrato infatti come fare la pulizia del naso. La pratica, antichissima, si chiama Jala Neti. Si usa una specie di ampolla con beccuccio in genere fatta di ceramica (ne esistono anche in acciaio o in plastica da portarsi in viaggio) chiamata Lota. Questa viene riempita di acqua e sale integrale (mezzo cucchiaino in mezzo litro d’acqua tiepida) e quindi, dopo aver inclinato di lato la testa, posizionata in modo da far passare l’acqua da una narice fino su nei setti nasali per poi fuoriuscire dall’altra narice. Un’operazione, da fare tutte le mattine, solo all’apparenza complicata in realtà semplice e soprattutto utilissima per pulire il nostro naso dove spesso si fermano impurità ( causa di raffreddori e altri problemi  come per esempio le sinusiti).
Molto piacevole anche l’esperienza in piscina dove, a coppie, ognuno è stato massaggiato e sostenuto dalla compagna. Il programma prevedeva poi esercizi sul tappetito, training autogeno, una bella passeggiata nel bosco e quindi la cena a bordo piscina. Un finale in crescendo con manicaretti gustosi dalle composizioni studiate persino nell’accostamento dei colori oltre che dei sapori.

Costa Rica, paese felice e verde

2010 luglio 31

Progetti di vacanza? La mia proposta è la Costa Rica, il paese più felice del mondo. Proprio così. Lo afferma New Economics Foundation, un centro studi indipendente con sede a Londra, che ha pubblicato qualche mese fa la seconda edizione dell’Happy planet index (l’Italia risulta al 69 esimo posto). Questa nazione centro americana, grande due volte la Sicilia, con una popolazione di circa 4,5 milioni di abitanti, è anche statala prima a proporsi come meta ecoturistica. I ticos, i suoi abitanti, hanno capito quanto sia importante salvaguardare la loro terra. Per il 2021 si sono prefissi di diventare il primo paese al mondo “carbonio neutrale”: in pratica non emetteranno più un solo grammo di anidride carbonica. Già ora oltre il 95 per cento dell’energia elettrica è prodotta da fonti rinnovabili; più della metà del territorio è coperto da boschi (il 26% è tutelato: 25 parchi nazionali, 8 riserve biologiche, 32 zone protette, 11 riserve forestali, 58 rifugi animali, 15 zone umide.
Insomma un Paese unico al mondo. Lo racconta splendidamente il mio caro amico Bepi Costantino, in “Costa Rica: il paese più felice del mondo” (Sedit Editore, verrà presentato l’8 agosto a Milano al Festival Latinoamericando). Bepi ha lavorato in Costa Rica negli Anni Ottanta, come ingegnere meccanico per l’Università locale di Cartago. Io andai a trovarlo pochi mesi dopo il suo trasferimento e passai un mese fantastico girando per il Paese, da un parco all’altro, da una costa all’altra, da una festa all’altra. Leggendo il libro mi sono resa conto che il Paese è cambiato, ma al contrario di tanti altri, in meglio.). L’ecoturismo è uno dei suoi punti di forza e, il birdwatching una delle attività più gettonate. La Costa Rica è uno dei venti Paesi “megadiversi” del mondo, quelli cioè con un capitale naturale naturale altissimo.
Un esempio? Mentre in Brasile si contano in media 6,5 piante differenti ogni mille chilometri quadrati; in Costa Rica il valore sale a 234! Lo Stato, presieduto da una donna, Laura Chinchilla, da anni ha dirottato i fondi per la difesa (l’esercito è stato abolito) ad educazione e cultura. Quando ministri e deputati vanno in missione compensano, di tasca loro, le emissioni di CO2 prodotte: incredibile, vero? Bepi dice che la Costa Rica più che un Paese è una speranza . Andateci e toccate con mano, dopo aver letto il libro naturalmente: i diritti di autore sono totalmente devoluti al Fonafifo, l’ente costaricense che sovrintende ai principali progetti di riforestazione. In Costa Rica vengono piantati circa 8 milioni di nuovi alberi ogni anno.